Professione


Come si diventa infermieri, assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia (infermieri pediatrici). Le specificità dei profili professionali sono definiti da leggi emanate dal Ministero della Sanità. Di seguito mettiamo a disposizione i testi della normativa vigente per i 3 profili.

Il percorso formativo per diventare infermieri e per proseguire gli studi - una volta conseguito il titolo che abilita all'esercizio professionale - segue le disposizioni del decreto del Ministero dell'Università del 3 novembre 1999, n. 509 . I livelli di formazione sono:

- laurea in infermieristica E' il titolo che abilita all'esercizio professionale (sostituisce i precedenti titoli di Infermiere professionale e di diploma universitario in Scienze infermieristiche). La durata è di 3 anni.

- laurea specialistica in Scienze infermieristiche Fornisce allo studente una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata complessità. La durata è di 2 anni.
- master di primo livello Corso di approfondimento scientifico e alta formazione successivo al conseguimento della laurea in Infermieristica. La durata è di 1 anno.

- master di secondo livello Corso di approfondimento scientifico e alta formazione successivo al conseguimento della laurea specialistica. La durata è di 1 anno.

- dottorato di ricerca Fornisce le competenze necessarie per esercitare, presso Università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca e di alta qualificazione. La durata è di 3 anni.

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Il nuovo Codice deontologico si pone come alto strumento per perseguire la qualità dell'assistenza infermieristica e per manifestare le modalità cui gli infermieri vogliono impegnarsi, nell'agire professionale, per gli assistiti e l'intera collettività. Le norme del Codice deontologico fanno emergere a tutto tondo il profilo dell'infermiere italiano così come si è venuto delineando, sia sul piano giuridico, che dello status, che delle competenze, attraverso una straordinaria stagione di innovazione ed evoluzione professionale.
Oggi l'infermiere italiano è a tutti gli effetti un professionista della salute a cui ogni cittadino può rivolgersi in un rapporto diretto, senza mediazioni e con la possibilità di cogliere la grande opportunità di ricevere un'assistenza infermieristica professionalizzata, pertinente e personalizzata.

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Il patto infermiere-cittadino è un impegno attivo che l'infermiere assume nei confronti del cittadino. Tale patto è garanzia di correttezza, affidabilità e trasparenza.
Il patto è stato introdotto nel 1996 per dare spazio all’esigenza crescente di protagonismo autonomo della professione.

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I cittadini stranieri, sia comunitari che non comunitari, in possesso di un titolo conseguito in un paese straniero possono esercitare la professione infermieristica in Italia, previa iscrizione all'Albo, nel rispetto della normativa vigente.
Allo stato attuale la disciplina è regolamentata dal Ministero della Salute.

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